La nuova frontiera della comunicazione sono i Social Network. Ormai tutti utilizzano i Social per dire la propria; dai semplici utenti, alle aziende, ai politici e addirittura i Mass Media utilizzano questi spazi virtuali per raggiungere più persone possibili, per esprimere un parere, per informare, pubblicizzare, sondaggiare… uno strumento che ha radicalmente cambiato i rapporti tra le persone, dando la possibilità di restare in contatto da una parte all’altra del mondo in tempo reale, di fatto, abbattendo molti ostacoli e barriere sociali, un’opportunità meravigliosa.
Ma non sempre le buone opportunità vengono sfruttate al meglio.
I Social non fanno altro che dare voce a tutti, permettendo a chiunque di dire la propria, di esprimersi, ma cosa succede quando più della metà della popolazione è “analfabeta funzionale”, ovvero, sa leggere e scrivere ma non è in grado di comprendere, valutare e usare le innumerevoli informazioni a disposizione nell’attuale società? Succede che un’opportunità si trasforma in un boomerang.
La regolamentazione della Cannabis è un argomento molto complesso e discusso in tutto il mondo da tanti anni.
Tante sono le voci autorevoli in materia che negli anni hanno espresso posizioni piú o meno condivisibili, portando argomentazioni e pareri maturati in anni di letture, ragionamenti ed esperienze, come tanti sono stati i gruppi e le associazioni che si sono battute per la regolamentazione della pianta piú controversa del pianeta.
Tante possono essere le opinioni a riguardo e tante le posizioni, ma sicuramente quello che deve finire é il proibizionismo, la demonizzazione di una pianta, la persecuzione dei suoi amanti.
E se i Social avrebbero potuto dare una mano a tutto questo, aiutando nell’informazione e nella condivisione delle esperienze, invece pare che contribuiscano solo a creare confusione ed alimentare intolleranze tra i protagonisti del settore.
Ed ecco fiorire nemici ovunque… il Social diventa terreno di scontro di tutti contro tutti, meglio trovare qualcosa che ci divida piuttosto che qualcosa che ci unisca in una battaglia di civiltà. Il nemico è ovunque e chi non ha mai avuto occasione di esprimersi oggi sfodera tutta la propria arroganza ed ignoranza vomitando sentenze e pareri che altro non fanno che complicare la realtà di tutti.
Da qualche mese ad esempio stiamo assistendo al fenomeno della “Cannabis Light”.
In altri paesi, come la Svizzera, dove il fenomeno si é sviluppato con un annetto di anticipo, la situazione sta portando lentamente ad una sperimentazione di legalizzazione della Cannabis, senza limiti di THC, in alcuni Cantoni.
Si sa, in Svizzera sono da sempre più tolleranti in materia, ma è anche vero che non abbiamo assistito allo squallido teatrino italiano, dove ognuno tenta di speculare e di prevalere sugli altri senza nessuna progettualità, dove, pur di vendere di più, non si esita ad infamare e diffamare, cercando in tutti i modi di “far fuori” la concorrenza, c’è chi addirittura si erge a paladino della giustizia, secondo una propria interpretazione di una legge poco chiara e molto controversa, accusando i concorrenti di essere “spacciatori” semplicemente perchè ritengono che li limite del THC sia lo 0,6 e non lo 0,2.
Profili fake, trolls e analfabeti funzionali, poi, hanno trasformato un’opportunitá in un grosso calderone di sterili polemiche da bar, senza comprendere realmente l’importanza di questo piccolo passaggio, che davvero potrebbe cambiare la mente di tante persone, sdoganando la Cannabis e liberandola dai pregiudizi creati ad arte dagli interessi economici delle multinazionali farmaceutiche e del petrolio.
La strada per la regolamentazione ovviamente passa anche per l’opinione pubblica, il fatto di poter acquistare in un negozio un bel fiore profumato, anche senza THC, fa si che pian piano anche chi non aveva particolari idee a proposito tenderà a non considerarla droga pericolosa, ma un semplice fiore, come quelli venduti in erboristeria, per farsi una bella tisana rilassante.
Sta a noi allora, a tutti noi, far si che questa strada porti a qualcosa di positivo e non al solito pasticcio all’italiana, perché i numeri già ce lo stanno dicendo, la Cannabis potrebbe davvero risollevare la nostra economia e ridare dignità ai giovani di questo paese.
Polemiche sulle percentuali di THC, 0,2 o 0,6, o sulla provenienza, Italia, Svizzera o Stati Uniti, sono del tutto inutili e strumentali, è solo l’inizio di un percorso che lentamente porterà ad una situazione migliore, in cui magari chi vuole andrà avanti a coltivarsi le proprie piantine ad uso personale senza più rischiare la galera e chi no si recherà nei negozi ad acquistare lo strain preferito, perchè di fatto una cosa non esclude l’altra. Non avverrà in tre mesi, magari nemmeno in tre anni, ma siamo sicuri che questa sia la tendenza, a livello globale.
Good Vibes to all.

 

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