La Cannabis Sativa L., dove “L.” sta per LiGhT… opss… no sta per LeGaLe… aiuto… brutta bestia l’ignoranza, meglio partire dall’inizio: Carl von Linné (Råshult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778), conosciuto agli Italiani come Carlo Linneo è stato un medico, botanico e naturalista svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi. La lettera L., posta spesso a seguire delle indicazioni di nomenclatura binomiale nei cataloghi di specie, identifica il cognome dello scienziato. Ecco quindi svelato il mistero della “L.”.

Cannabis sativa, quanto costa venderla?

Chiarito questo concetto, probabilmente sfuggito a tanti nuovi ed improvvisati imprenditori del settore, cerchiamo di fare un po’ di ordine.
Mi è capitato di leggere sui social commenti di gente che accusa le ditte italiane che commercializzano i fiori di Cannabis Sativa L. di speculare e di proporre prezzi altissimi, addirittura, alcuni accusano, costa quanto quella “normale”.
Partendo dal presupposto che non esiste la Cannabis sativa “analcolica” e la Cannabis “normale”, produrre dei fiori di qualità, selezionati, puliti e curati ha un suo costo, che contengano lo 0,2 o il 20% di THC: THC e CBD sono infatti naturalmente presenti entrambi nella pianta e la coltivazione di piante ad alto contenuto di CBD avviene con un lavoro di selezione genetica e di incroci tra varietà che può durare anni.
Questo lavoro avviene non solo per mantenere i livelli di principi attivi, ma anche per selezionare piante che abbiano profumi e aromi piacevoli per il consumatore, allo stesso modo con cui vengono selezionate le varietà ad alto contenuto di THC. Se lo si fa a livello commerciale questo implica tutta una serie di fattori; dipendenti da pagare, spese di corrente, affitti di spazi adibiti alla coltivazione, tassazione, packaging e analisi del prodotto.
Da notare come la Cannabis normalmente venduta sul mercato nero, invece, non viene sottoposta a tassazione, non viene analizzata e non ha packaging eppure viene venduta allo stesso prezzo… chi specula allora?!?

Non solo Made in Italy

Altro punto spesso male interpretato è la provenienza del prodotto. C’è chi, per interessi personali, vorrebbe far credere che se il prodotto non è Italiano non c’è da fidarsi… e invece… spesso è proprio il contrario.
A causa della legge 242/2016, mal scritta e male interpretata, in Italia non esiste una destinazione d’uso del prodotto, cioè non può essere venduto per consumo umano e questo implica il fatto che non venga sottoposto a nessun controllo sanitario, cosa che invece in Svizzera, ad esempio, dove viene venduta come succedaneo del tabacco, avviene regolarmente.
I coltivatori infatti per poter mettere in commercio i prodotti devono farli analizzare per garantire al consumatore finale l’assenza di pesticidi e sostanze nocive alla salute (nicotina compresa), oltre che delle percentuali di Cannabinoidi presenti. Ecco perché quindi, spesso, i prodotti Esteri sono piú sicuri oltre che qualitativamente migliori.

Informarsi verso il cambiamento

L’informazione è alla base di questo percorso, se davvero vogliamo che cambi qualcosa in Italia la spinta deve venire dal basso, dai consumatori agli imprenditori, dai coltivatori agli avvocati, ognuno deve fare la sua parte affinché finisca la persecuzione nei confronti di una pianta e dei suoi amanti.
Ognuno la usa come meglio crede e sfrutta le innumerevoli proprietà a seconda delle necessità, ma sicuramente è sbagliato pensare che senza alte concentrazione di THC è inutile, il delta-9-tetraidrocannabinolo, apprezzato in tutto il mondo per i suoi effetti euforizzanti oltre che terapeutici, è solo uno dei tantissimi principi attivi contenuti in una pianta miracolosa, conosciuta da millenni e usata fino dagli albori per meditare, rilassarsi, socializzare e chi più ne ha più ne metta.
Ottimisti e fiduciosi proseguiamo il nostro percorso, garantendovi sempre il massimo e sperando in una regolamentazione del settore, in continua espansione e che continua ad offrire nuovi posti di lavoro e un indotto sempre più consistente, che sta aiutando la nostra stagnante economia a risollevarsi.

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I prodotti a base di CBD disponibili su questo sito sono derivanti dalla coltivazione di Cannabis sativa L. Non sono farmaci, né possono essere usati in sostituzione di farmaci. Tenere lontano dalla portata di bambini. Sono vietati ai minori di 18 anni.
II prodotti non contengono ingredienti dannosi per l’uomo. Ai prodotti non è applicato il dpr 309/90, non trattandosi di sostanze stupefacenti o psicoattive in quanto il THC contenuto è inferiore allo 0,5% e ai 5mg per grammo.

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