Una circolare del ministero dell’Agricoltura fa chiarezza: produrre e vendere cannabis legale in Italia è legale. La legge sulla possibilità di produzione e consumo di marijuana legale era già in vigore dal 2017, ma restavano molti punti da chiarire.

Chiarezza per coltivatori e rivenditori

L’incertezza normativa ha creato problemi ai coltivatori e ai rivenditori. Chi ha deciso di investire in questo settore, considerato un business in grande crescita, si è trovato in questi mesi ad affrontare criticità legate al cortocircuito normativo e all’interpretazione della legge.

La circolare del ministero

La coltivazione della canapa – si legge nella circolare del ministero dell’Agricoltura – è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso THC di oltre lo 0,2 per cento come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6 per cento l’agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6 per cento l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa”.

Le differenze tra cannabis light e cannabis illegale

La cannabis light ha un livello di Thc, ossia la sostanza psicoattiva contenuta, al di sotto dello 0,2 per cento. Viene ricavata dalla Canapa Light Sativa e, seppure con differenze legate a chi la assume, non produce alcun effetto psicotropo ma un senso di rilassamento.

Dove si può comprare e quanto costa

In Italia è possibile acquistare cannabis legale online ma anche nei tanti negozi fisici che oggi sono più di 300. Il prezzo varia a seconda del prodotto, si va da un minimo di 20 euro, a un massimo di 40 euro a confezione. Per poterla acquistare, anche dal tabaccaio, occorre essere maggiorenni.

Si può coltivare a casa?

E’ consentito piantare semi di cannabis light sul balcone di casa, basta rispettare alcune regole. Bisogna conservare l’etichetta e la ricevuta d’acquisto dei semi piantati, per dimostrare l’appartenenza a un tipo di marijuana legale. La polizia giudiziaria può predisporre dei controlli a campione sulle piante per verificare la percentuale di Thc contenuta. Se dovesse superare lo 0,6 per cento, si rischia una denuncia e dai 2 ai 6 anni di carcere.

Fonte: Yahoo finance

 

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