Come ormai da un anno a questa parte, ogni giorno ne sentiamo di nuove (per la veritá sempre le stesse cose) sulla situazione legislativa della Canapa in italia, sui limiti thc e sulle genetiche permesse.
Vediamo di chiarire qualche punto;

  • Prima di tutto la legge 242/2016 e le varie circolari e sentenze recenti dicono chiaramente che si puó coltivare Canapa Sativa L. in Italia se si é un agricoltore, purché si utilizzino solamente sementi certificate dalla Comunitá Europea, presenti nella lista delle genetiche registrate.
  • Precisazione per chi non sapesse; Canapa Sativa L. é il nome attribuito da Carlo Linneo, medico, botanico e naturalista svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi e la “L.” finale sta ad indicare proprio il nome del dottor Linneo. A sua volta la Canapa Sativa L. é divisa in diversi ceppi, Sativa, Indica e Ruderalis, quindi anche i semi della Comunitá Europea sono ibridi tra i tre ceppi, é quindi falso che la canapa legale sia solo quella Sativa, diciamo che é una imprecisione che porta a fraintendimenti e spiacevoli equivoci, i semi di Canapa Sativa L., anche quelli approvati dalla Comunitá Europea, possono essere ottenuti da incroci tra Sative, Indiche e Ruderalis.
  • La sua destinazione d’uso deve essere espressamente una di quelle incluse nella legge 242/2016, tra cui l’uso tecnico da tanti utilizzato per rivendere il prodotto e recentemente contestato ad alcuni rivenditori nell’operazione di Taranto.
    Di fatto la legge non vieta ai rivenditori di vendere il prodotto, si tratta di interpretazioni e saranno le aule di tribunale a decretare quale sia quella giusta.
  • La spinosa questione delle percentuali e del limite THC, la legge 242/2016 dice che il prodotto non deve superare lo 0,2% di THC, tollerato fino allo 0,6%, non dice da nessuna parte che questa regola valga solo per il coltivatore, anche queste sono interpretazioni, alcuni sostengono che lo 0,6% valga solo per chi produce, ma poi in commercio deve finirci solo il prodotto che non supera lo 0,2%, ma questa rimane un’interpretazione, la legge non parla e non distingue i due ambiti, produttivo e commerciale.

Per il momento in nessun sequestro é stato contestato il superamento dello 0,2%, ma un dato abbastanza incontestabile rimane quello della Sentenza della Cassazione che rispetto alla legge 309/90 sugli stupefacenti dice che sotto lo 0,5% non é considerabile sostanza drogante e quindi non ricade sotto la legge sugli stupefacenti, di fatto quindi, se un commerciante é trovato in possesso di un prodotto derivante da semi non presenti nel catalogo della Comunitá Europea e con una percentuale di THC dello 0,4% non é perseguibile secondo la legge 309/90 in quanto troppo basso per essere considerato stupefacente.

 

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