Scopriamo insieme una delle informazioni base che dovete conoscere riguardanti la Cannabis: differenza tra Indica e Sativa.

SOTTOSPECIE DI CANNABIS SATIVA L..

Chiariamo innanzitutto che tutte le varietà di Cannabis esistenti sono delle sottospecie di Cannabis Sativa L., dobbiamo questa catalogazione allo scienziato botanico e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus, chiamato  in italiano Carlo Linneo.
Le denominazioni di Indica, Sativa (e Ruderalis) nascono per distinguere le diverse sottospecie di Cannabis che si sono adattate, durante millenni di evoluzione, ai diversi climi del nostro pianeta.

Le piante di Cannabis sono infatti presenti in quasi tutte le latitudini, dalla Russia al Sudamerica, ma chiaramente per sopravvivere in ambienti con condizioni ambientali particolari (ore di luce e durata delle stagioni, eventi atmosferici, abbondanza o scarsità di acqua, resistenza o meno a certi patogeni…) hanno sviluppato caratteristiche strutturali, di crescita e di principi attivi, molto diverse tra di loro.

PROVENIENZA GEOGRAFICA

Cannabis Indica: come suggerito dal nome include le sottospecie di Cannabis che si sono adattate a vivere nei territori dell’Asia centrale e del subcontinente indiano, ovvero Afghanistan, Pakistan, India del Nord, Tibet, Nepal.

Cannabis Sativa: le Sative considerate come sottospecie hanno origine e diffusione nelle aree equatoriali del pianeta: Tailandia, India del Sud, Giamaica, America del Sud.

DIFFERENZE STRUTTURALI

Le piante di cannabis si sviluppano producendo nodi a intervalli regolari lungo il fusto, ed è in corrispondenza dei nodi che si sviluppano le foglie, i rami ed i fiori (o più precisamente, inflorescenze).
Cannabis Sativa e Indica presentano caratteristiche assai diverse nello sviluppo delle foglie, dei rami, nella distribuzione delle inflorescenze e nella loro densità.

Cannabis  Indica: dimensioni più ridotte in altezza rispetto alle Sative, foglie leggermente più tozze con punte corte e larghe. Le inflorescenze crescono abbondanti e compatte formando degli ammassi densi e profumatissimi attorno ai nodi. La pianta tende a svilupparsi in larghezza, sfruttando non solo la cola centrale ma anche le cime laterali, formando una struttura cespugliosa e folta.

Cannabis Sativa: piante che si sviluppano in altezza, foglie dall’aspetto più snello rispetto alle Indica, con punte lunghe e strette meno ramificate e folte rispetto alle Indiche. Le inflorescenze si sviluppano preferibilmente lungo tutto il fusto centrale e lungo i rami e tendono a diventare più grandi a livello di volume rispetto alle sottospecie Indica, ma sono meno dense e, una volta essiccate, sono meno pesanti. Questa caratteristica è risultata vincente a livello evolutivo in quanto, nei climi tropicali dove il livello di umidità dell’aria è elevatissimo, delle inflorescenze troppo ammassate avrebbero facilitato l’insorgere di funghi e muffe, devastanti per la pianta.

CRESCITA E PERIODI VEGETATIVI E DI FIORITURA

Anche per quanto riguarda la crescita della pianta esiste differenza tra indica e sativa: le Indica sono varietà dalla fioritura abbastanza rapida, avendo un periodo di fioritura medio tra 45 e 60 giorni.

La differenza più marcata tra le Indica e le Sativa è che le Sativa impiegano più tempo a maturare le inflorescenze. Queste ultime, in genere, necessitano dai 60 ai 90 giorni per raggiungere la piena maturazione.

Le Indica acquisiscono altezza abbastanza rapidamente, una volta che iniziano a fiorire, ma, in circostanze normali, non crescono fuori misura. L’altezza di una Indica può aumentare del 50-100% durante il periodo della fioritura.

Nelle regioni tropicali le giornate tendono ad essere relativamente corte – praticamente di 12 ore durante tutto l’arco dell’anno – pertanto, le Sativa si sono adattate a crescere e fiorire contemporaneamente, anziché avere sviluppato periodi di crescita vegetativa e fioritura distinti, come le Indica. Le Sativa possono incrementare la propria altezza del 200-300% o più, durante la fioritura.

DIFFERENZE DI EFFETTI TRA CANNABIS INDICA E SATIVA

Nonostante sia da millenni presente sul nostro pianeta, solo negli ultimi decenni l’uomo ha iniziato a capire veramente la portata degli effetti dei principi attivi (THC, CBD, terpeni…) sui consumatori di cannabis e quale differenza tra indica e sativa ci sia in termini di principi attivi.

Non si tratta banalmente di valutare se le sative abbiano più o meno THC delle indiche, quanto piuttosto il bilanciamento della miriade di fitoelementi presenti, che crea effetti distintamente diversi sul fisico e sulla mente.

Indica: comunemente definito come  “Stone” (in slang semiprofessionistico), l’effetto dei principi attivi presenti nella Cannabis Indica è più corporale, vengono accentuate sensazioni quali gusto, tatto e udito. L’effetto generale è fisicamente rilassante, ad alti dosaggi è fortemente antidolorifico e soporifero.
Non è raro sentire indicare le Indica come erbe “da divano”, ma non dimentichiamo la formidabile importanza di questi effetti anche in campo medico.

Sativa: effetto definito “High”; cerebrale, energetico. Gli effetti sul corpo sono meno accentuati, il consumatore beneficerà di effetti antidepressivi, sarà allegro e creativo. Consumatori poco esperti potrebbero percepire stati di leggera ansia in piante con livelli di THC troppo alti.
Vengono indicate come piante adatte ad essere consumate (in maniera moderata) durante l’arco della giornata, in quanto non compromettono la lucidità dell’utilizzatore e anzi lo stimolano nei rapporti sociali e nei momenti di creatività e svago.

INCROCI MIRACOLOSI

Ormai da decenni i grower sono a conoscenza del fatto che incrociando genetiche Indica e Sativa si ottengono piante dalle caratteristiche uniche dell’una o dell’altra sottospecie; grosse produttrici Indiche incrociate con lunghe piante Sativa creano incroci produttivi e resistenti alle muffe (per esempio) ed ecco quindi che la differenza tra indica e sativa in questo caso è un alleato dei selezionatori di genetiche.

Queste combinazioni ovviamente non si limitano all’aspetto puramente morfologico delle piante, anche i principi attivi di piante nate da incroci possono avere caratteristiche uniche e nuove anche in termini di effetti.

Negli Stati Uniti la campagna a favore della legalizzazione ha portato, oltre a straordinari risultati dal punto di vista economico, anche nuove scoperte in ambito scientifico sugli effetti che i principi attivi della Cannabis possono avere sulla salute delle persone.

Grazie a grower e produttori di grande lungimiranza sono nate nuove varietà di Cannabis bilanciate con caratteristiche uniche, derivate sia dalle genetiche Sativa che Indica, che vengono usate per curare con successo disturbi specifici come insonnia, dolori, mancanza di appetito e depressione, andando a “limare” gli effetti troppo sbilanciati dell’una e dell’altra genetica in favore dell’effetto desiderato.

CURA DI SINDROMI GRAVI

In questo modo, proprio come in un laboratorio scientifico si sintetizzano farmaci bilanciando i vari principi attivi per ottenere specifici effetti, così i ricercatori possono sviluppare genetiche dagli effetti curativi.
Negli USA, favoriti dalle recenti legalizzazioni, si stanno facendo passi da gigante nella scoperta di effetti positivi della cannabis nel trattamento di sindromi gravi come Parkinson, Alzheimer e addirittura tumori.
In particolare il THC, i cui livelli di interazione con le nostre cellule nervose sono molto elevati, è risultato efficace in alcuni studi nel trattamento del Glioblastoma, uno dei più mortali tipi di tumore al cervello.

Per quanto riguarda Parkinson e Alzheimer sono ormai molteplici gli studi che associano all’utilizzo di Cannabis una diminuzione dei disturbi nei pazienti e in generale un sollievo nei sintomi associati a queste devastanti malattie neurodegenerative.

Dunque la differenziazione in natura è la chiave del successo delle specie viventi, allo stesso modo la differenza tra indica e sativa ha favorito la diffusione della Cannabis su tutto il pianeta, permettendo a tutti sul globo di godere dei benefici associati a questa pianta. Proibizionismo permettendo.

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I prodotti a base di CBD disponibili su questo sito sono derivanti dalla coltivazione di Cannabis sativa L. Non sono farmaci, né possono essere usati in sostituzione di farmaci. Tenere lontano dalla portata di bambini. Sono vietati ai minori di 18 anni.
II prodotti non contengono ingredienti dannosi per l’uomo. Ai prodotti non è applicato il dpr 309/90, non trattandosi di sostanze stupefacenti o psicoattive in quanto il THC contenuto è inferiore allo 0,5% e ai 5mg per grammo.

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