Oggi possiamo comprare anche su internet semi dalle migliori Seed Bank del mondo, ma non è sempre stato così.
A partire dai primi decenni del ‘900 dagli Stati Uniti al resto del mondo c’è stato uno sviluppo di politiche proibizioniste atte a sradicare la produzione, il consumo e il commercio della Cannabis.

Prima di allora la pianta era ampiamente diffusa, come rimedio officinale ad ampio spettro e come materiale industriale per la produzione di fibre tessili e materiali da costruzione.

Era anche conosciuta e utilizzata a scopi ricreativi, ma non solo; la recente scoperta della presenza di hashish in un tempio israelita risalente a 2800 anni fa, e le testimonianze provenienti da India, Americhe e alcune isole caraibiche, ci raccontano che la Cannabis aveva (e ha ancora in alcuni casi) una funzione sociale per favorire preghiera e meditazione durante i rituali religiosi, grazie alle sue proprietà psicotrope e calmanti su fisico e mente.

SEED BANK ANNO ZERO

Dopo un periodo estremamente oscurantista, a seguito anche delle spinte legate alle rivoluzioni culturali degli anni ‘70, alcuni pionieri hanno ripreso in mano un discorso durato migliaia di anni e hanno incominciato a studiare e capire la grande varietà di diversità genetiche che la Cannabis presenta.
Andando a ricercare in tutte le parti del mondo varietà uniche hanno scoperto e isolato una grande quantità di genetiche di base, caratterizzate da caratteristiche fisiologiche comuni tra piante dello stesso strain (strain: sottospecie, varietà).

Utilizzando tecniche agronomiche avanzate per favorire le caratteristiche migliori dei vari fenotipi, sono riusciti a creare di fatto un albero genealogico fatto da genetiche stabili, riproducibili con continuità e ben differenziate tra loro.
All’incirca negli anni ’90 si sono standardizzati i sistemi per la produzione di semi Femminizzati, a quel punto il terreno era fertile per aprire un mercato.

LEGGI, CLIMA, MERCATO

Sono questi i 3 fattori fondamentali che hanno decretato la nascita del breeding della Cannabis come lo conosciamo oggi. Riparte tutto dall’Olanda prima e dalla Svizzera poi, dove leggi favorevoli (attenzione, favorevoli, la Cannabis non è mai stata completamente legale in Olanda e Svizzera) hanno permesso la nascita di realtà come Sensi Seeds, Greenhouse, Dutch Passion, che hanno iniziato a isolare e vendere, sotto forma di seme da collezione, le migliori e più evolute genetiche di Cannabis.

Primo fattore le leggi, secondo fattore: il clima. Il clima Olandese non è certo il migliore per far esplodere tutte le potenzialità della pianta, c’è stato un grandissimo lavoro di sviluppo della coltivazione in greenhouse (di cui molti grower casalinghi sono grati oggi), ma per avere il secondo step di questa evoluzione dobbiamo spostarci più a Sud.

Dopo il “fallimento” dell’esperimento Svizzera e l’apertura da parte della Spagna con leggi più permissive nei confronti della Cannabis, abbiamo avuto a inzio anni 2000 il boom delle genetiche spagnole (Dinafem, Sweet seeds, Positronics…).
Lo storico breeder Felix, che in Svizzera ha ibridato alcune delle varietà che oggi spadroneggiano, ha trasferito in blocco i suoi strain e la sua esperienza verso i più favorevoli climi, sia metereologici che legislativi, spagnoli. Anche Seed Bank olandesi hanno giovato del trasferimento operativo in Spagna, passando dall’essere piccole realtà a colossi, come nel caso di Paradise Seeds.

A braccetto con l’ingegnerizzazione di genetiche autofiorenti sempre più veloci e stabili, questa esplosione nell’offerta di semi è andata a creare una nicchia di mercato, quella dei grow shop, che finalmente ha preso piede in tutta Europa: anche una persona relativamente inesperta aveva a disposizione la possibilità di provare genetiche leggendarie di cui aveva sentito parlare solo dal cugino che aveva fatto l’interrail ad Amsterdam.

TORNANO GLI STATI UNITI, IL CERCHIO SI CHIUDE?

E così dal paese in cui per primo sono partite spinte proibizionistiche per ragioni di mercato, adesso si sta andando in direzione opposta… ma sempre per ragioni di mercato.

E’ infatti chiaro che le amministrazioni federali USA, trainate dall’esperimento attuato in California con il riconoscimento della Cannabis per uso medico, e in Colorado con l’apertura di dispensari anche ad uso ricreativo, siano state ingolosite dalle cospicue entrate economiche, prima in mano al mercato nero.

Anche Canada e Uruguay (con modalità differenti) hanno seguito i passi degli USA, ma è in California dove sono nate le Seed Bank più interessanti (Fast Buds, Humboldt Seeds solo per citarne 2), attualmente possiamo dire con certezza che la migliore erba del mondo provenga dalla California.

E L’ITALIA?

Come sempre il settore in cui siamo i numeri uno è la fuga di cervelli.
Anche nell’ambito della Cannabis alcuni dei migliori, quelli che hanno fatto la differenza nel campo del breeding, sono stati gli italiani. Basti pensare a figure importantissime come il compianto Franco Loja, mente e cuore dietro Greenhouse Seeds, una delle grandi Seed Bank capostipiti Olandesi e padre di genetiche leggendarie come la Super Lemon Haze.

Oppure Franco Casalone, attivista Italiano che dagli anni 70 combatte contro il probizionismo in prima persona, riferimento culturale e autore di testi fondamentali come “Il Canapaio” e “Canapa: benefici e proibizione”, che collabora con le più grandi seed bank.

La stessa esperienza di GaneshCBD viene da lontano, dagli anni dell’esperimento di legalizzazione in Svizzera.
Sono tantissimi i ragazzi italiani che lavorano nei laboratori e nelle serre olandesi, spagnole e californiane per creare gli ibridi sensazionali che ora troviamo sugli store online e nei grow shop.

Viene da pensare cosa potrebbe essere l’Italia anche in questo ambito se questi professionisti riconosciuti in tutto il mondo potessero operare nel nostro bel paese con leggi favorevoli, un clima splendido che conosciamo tutti e un mercato potenziale in piena espansione, anche grazie alle tecnologie e al web che fa correre veloci e lontano informazioni che un tempo rimanevano chiuse nei libri.

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