“Torino: laboratorio di droga in casa: un arresto e una denuncia” ecco cosa riportano i media nazionali riguardo all’arresto di Franco Casalone (61 anni) per possesso di Cannabis e derivati.

Chi è Franco Casalone

Prima di analizzare bene i fatti facciamo una premessa: chi è Franco Casalone?
Da sempre attivista di spicco nel campo della Cannabis, negli anni 90 in seguito alla pubblicazione di “The Emperor wears no clothes” (testo fondamentale sulla storia e la cultura della Cannabis redatto dal compianto Jack Herer) ha l’idea di scrivere 2 testi fondamentali che probabilmente molti di voi conosceranno: “Il Canapaio” e “Canapa: benefici e proibizione”.

Negli anni si è speso, sempre in prima persona, per raccontare a tutti le straordinarie doti di questo vegetale. L’ha fatto appunto con i libri, sulla canapa e sul come coltivarla, con articoli (è stato uno storico collaboratore di Dolce Vita così come di altre testate), con la collaborazione con Assocanapa, protagonista del ritorno della canapa industriale nei nostri campi a partire dalla fine degli anni ’90, è stato collaboratore di seedbank e aziende internazionali come Greenhouse oltre che un instancabile divulgatore delle doti della pianta a conferenze ed eventi, in Italia e all’estero. (fonte: dolcevitaonline)

L’arresto

“Durante l’irruzione, avvenuta sabato pomeriggio dopo pedinamenti e servizi di controllo, i militari hanno trovato nel cascinale piccole piantine di canapa alte poco più di 10 centimetri, piante di oltre un metro di altezza cariche di infiorescenze, mezzo chilo delle quali già raccolte, oltre 120 chili di marijuana triturata, 1 chilo di polvere di hashish e mezzo chilo di marijuana già essiccata. Nel laboratorio sono state inoltre recuperate lampade, montate all’interno di una stanza, per far crescere le piantine e numerosi bidoni in plastica contenenti la marijuana tritata.”

Citiamo le fonti di informazione che sottolineano il “successo” delle forze dell’ordine per aver arrestato il 61 enne Franco Casalone e con lui due collaboratori di 75 e 29 anni per “per produzione, traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, specificando per bene nei titoli che si tratti di un “Laboratorio di droga”.

“Laboratorio di droga”

Fa quasi sorridere la semplificazione data alla vicenda e i termini utilizzati, ricordano le battute “non farti le siringhe di marijuana” che si fanno tra amici, se non fosse che lo spessore del protagonista e la sua rinomata fama di persona di grande cultura, ma soprattutto onestà, ci fanno rabbrividire per l’uso indiscriminato della solita macchina del fango tramite media.

Per quanto ci riguarda siamo disgustati dalla mancanza di rispetto mostrata di fronte a un’autorità del settore, che si è sempre speso in prima persona affrontando negli anni le conseguenze delle sue idee senza arretrare.

Nel 2020, con il mondo che sta andando in direzione opposta, vengono sbattute in prima pagina notizie parziali e altisonanti, oltretutto non ci sorprenderebbe se tutto finisse con un nulla di fatto e le analisi certificassero che i prodotti trattati da Franco Casalone fossero con percentuali di THC consentite.

CBD o THC per noi non fa differenza

Ma anche se fossero piante con contenuto di THC sopra i limiti per noi non farebbe differenza: Franco non è un criminale, non è un mafioso, non si è arricchito alle spalle della società e a scapito della salute delle persone.

Pensare che siano state spese risorse statali, oltretutto in un momento durissimo per l’Italia come questo, per pedinare e arrestare un attivista che si è sempre speso per la legalizzazione della Cannabis ad uso medico in maniera del tutto pacifica e con le sole armi della cultura, è uno schiaffo alla ragione. Un insulto per chi si sveglia la mattina (coltivatori, negozianti, distributori…) e cerca di fare andare avanti la sua attività stando nello zerovirgola di THC per rispettare norme assurde in nome della lotta alla “droga”.

Tutto questo mentre il narcotraffico (quello vero) fa i miliardi con Cannabis di provenienza e qualità sconosciute e con ben altre sostanze.
Un mercato nero alla luce del sole, favorito dalla corruzione e dal silenzio assordante dei nostri politici che in materia probabilmente sono fermi alle famose “siringhe di Marijuana” di cui sopra.

Solidarietà totale per Franco Casalone, con l’augurio che questa lampante ingiustizia possa far aprire gli occhi a molte persone e, magari, invertire la tendenza proibizionista che, nonostante i segnali che arrivano dal resto del mondo, in Italia è ancora troppo forte.

AGGIORNAMENTO:

Pubblichiamo di seguito un video di Franco condiviso su Facebook in cui ci rassicura tutti sulla sua situazione e un messaggio per tutti: “CAMBIAMO QUESTA C**** DI LEGGE!”

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II prodotti non contengono ingredienti dannosi per l’uomo. Ai prodotti non è applicato il dpr 309/90, non trattandosi di sostanze stupefacenti o psicoattive in quanto il THC contenuto è inferiore allo 0,5% e ai 5mg per grammo.

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