Da quando è esploso il mercato della Cannabis “Light” (a basso contenuto di THC) in Italia, noi di GaneshCBD siamo stati tra quelli che hanno cercato di lavorare in maniera corretta:
– analisi dettagliate
percentuali di CBD reali (non taroccate per vendere di più)
– giusto prezzo, per garantire una filiera sana dal produttore al consumatore
prodotti BIO senza l’aggiunta di sostanze estranee o artificiali

Un mercato acerbo in Italia

Ci scontriamo però con una concorrenza che spesso travalica le semplici regole del commercio etico: recensioni fasulle pilotate, prodotti al limite del vendibile spacciati per prelibatezze con 30% di CBD, analisi incomprensibili o addirittura false, prezzi che vanno alle stelle in momenti di grande richiesta (come nel recente Lockdown che ha visto un notevolissimo incremento di vendite per tutto il settore, noi siamo stati tra i pochi a tenere prezzi a regime, o addirittura sotto la media).

In alcuni casi questo può essere dovuto all’inesperienza o comunque alla voglia di “spaccare il mondo” vendendo erba, probabilmente un sogno per molti, ma il rischio è quello di andare fuori giri e danneggiare l’intero settore se l’unica cosa a cui guardiamo è il profitto in ottica turbocapitalista.

Così facendo si manca di rispetto al prodotto e al consumatore.

Rispetto per il consumatore

Il focus che abbiamo sempre avuto in mente è il cliente finale. Il cliente non deve essere preso in giro deve sapere esattamente cosa sta comprando a livello di analisi e principi attivi.
Questo è il primo cardine della nostra filosofia commerciale.

Un cliente soddisfatto, che ha apprezzato un buon prodotto, sarà un cliente che passa parola, che aiuta il mercato della Cannabis tutta ad uscire dall’ombra in cui è stato segregato da decenni di bieco oscurantismo, la nostra unica arma è la trasparenza.

Sono finiti i tempi in cui bastava imbarattolare un po’ di biomassa piena di semi e rami per dire di vendere CBD, ormai gli standard sono alti e, se il consumatore più esperto sa discernere tra (perdonate il francesismo) merda e cioccolata, purtroppo il consumatore occasionale che si affaccia per la prima volta sul mercato nella stragrande maggioranza dei casi si limita a leggere la percentuale di CBD scritta sulla confezione per effettuare l’acquisto.

Salvo poi andare dai suoi amici e dire “ho provato l’erba legale: fa cagare”. Un risultato pessimo per tutto il settore.

Proibizionismo e etica

La lotta alla cannabis si è sempre combattuta sul piano morale ed etico “se fumi erba sei un drogato” “inizi con quella e finisci con l’eroina” “compri la droga dai i soldi alla mafia” immagino che abbiamo sentito tutti queste frasi.

Peccato che tutti questi problemi siano causati non dalla canapa, ma dal proibizionismo stesso:

  • Sei un drogato perché per la legge la marijuana è considerata droga, non sei un drogato se bevi alcool a sfondarti, fumi 2 pacchi di Marlboro rosse o bevi 3 caffè ogni mezz’ora.
  • Finisci con l’eroina perché in molte realtà purtroppo chi vende erba nel mercato nero ha anche accesso ad altre sostanze, quindi non è “la cannabis” che ti traghetta su sostanze pericolose, è il proibizionismo che obbliga chi vuole consumare erba a frequentare ambienti dove vengono smerciate anche altre sostanze, ovviamente il tutto senza controllo sulla possibile minore età di chi acquista.
  • Dai i soldi alla mafia perché evidentemente un mercato illegale è più soggetto ad infiltrazioni della criminalità organizzata che opera senza scrupoli.

Ecco che quindi, quando abbiamo iniziato l’attività di GaneshCBD come rivenditori di Marijuana Legale (con tutte le limitazioni dovute alla “legge” che regolamenta gli stupefacenti in Italia) per noi è stata la luce in fondo al tunnel, una grande opportunità: replicare, seppur in scala ridotta, quello che sta avvenendo negli Stati Uniti, ovvero un mercato alla luce del sole per la vendita e la distribuzione della nostra amata Ganja.

Viene da sé però che se nello stesso mercato ci sono aziende che operano al limite, non tanto della legalità, quanto piuttosto della trasparenza, millantando prodotti di eccellenza e percentuali iperboliche, allora vi diciamo subito che non c’è futuro per il nostro settore, perché il consumatore lo freghi una volta, non due.

Il progetto Fair Cannabis Trade

Abbiamo iniziato a fantasticare di questo progetto con alcuni coltivatori con cui collaboriamo attivamente, ci piacerebbe creare un marchio che racchiuda tutte le aziende che operano nel settore (tutta la filiera, dall’azienda agricola al negoziante), un marchio di garanzia che rappresenti qualità, trasparenza e prezzi giusti.

Troviamo che questo possa diventare una specie di consorzio che racchiuda tutti coloro i quali credono nel mercato della Cannabis non solo come un momentaneo metodo di guadagno, ma anche come prospettiva di rinascita economica per tutto il paese, oltre che un viatico per la legalizzazione.

Un progetto per premiare chi lavora con etica e trasparenza, uno strumento in piú per il cliente finale per orientarsi verso un acquisto equo per tutti e qualitativo, oltre che una possibile maniera per stabilizzare un mercato che è molto influenzato da tantissimi fattori esterni.

C’è troppa disinformazione e approssimazione in chi opera in questo settore, è urgente che  tutto questo cambi radicalmente, la nostra visione è una filiera FCT (Fair Cannabis Trade):

  • Analisi obbligatorie presso strutture serie e validate, pagate a metà tra coltivatore e rivenditore secondo uno standard uguale per tutti coloro che vogliono il marchio FCT

  • Prezzi regolati, dalla fonte alla vendita, garanzie di equità per tutti senza alzare il prezzo quando si alza la domanda dei clienti

  • Concorrenza etica, no recensioni taroccate, no sabotaggi, nessun fumo negli occhi del cliente

  • Nessuna sofisticazione del prodotto per abbattere artificialmente il THC o aggiunta artificiale di terpeni

 

Se anche voi condividete queste idee e siete produttori, distributori, coltivatori o anche semplici consumatori che vogliono darci una voce di supporto, contattateci, insieme possiamo fare molto, da soli scompariremo.

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II prodotti non contengono ingredienti dannosi per l’uomo. Ai prodotti non è applicato il dpr 309/90, non trattandosi di sostanze stupefacenti o psicoattive in quanto il THC contenuto è inferiore allo 0,5% e ai 5mg per grammo.

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