Non è un mistero che molti sportivi utilizzino il CBD come integratore. Le sue proprietà miorilassanti, antidolorifiche e antinfiammatorie hanno fatto sì che molti atleti, anche professionisti, si siano avvicinati al mondo del CBD.

Già Carlo “Semento” Pedersoli Jr. e Alessio De Chirico hanno collaborato con GaneshCBD e ci hanno confermato che i prodotti a base di CBD, in particolare l’olio di CBD, sono degli ottimi coadiuvanti per lenire i dolori legati allo stress da sforzo fisico durante i periodi di allenamento o dopo le gare per velocizzare il processo di recupero.

In che modo il CBD aiuta gli sportivi?

Azione antinfiammatoria

Atleti come il campione di MMA Nate Diaz hanno “rotto il ghiaccio” ammettendo apertamente di utilizzare olio di CBD sotto forma di e-liquid da svapo per velocizzare il processo di recupero dopo match e allenamenti andando a lenire gli stati infiammatori dovuti a infiammazioni muscolari o traumi. E potete scommettere che Nate Diaz di traumi, inferti e subiti, ne sa qualcosa.

Velocizzazione del recupero

L’azione ormai ampiamente documentata che il CBD ha attraverso il sistema endocannabinoide di favorire l’omeostasi, aiuta a modulare le risposte e le funzionalità dell’organismo velocizzando il processo di recupero da affaticamento, utile per runners e ciclisti che si sottopongono a sessioni di allenamento particolarmente provanti.

Favorisce il sonno

Un buon riposo è la chiave per recuperare rapidamente, tutti gli atleti professionisti sanno che anche l’allenamento più intenso rischia di essere vanificato se non è bilanciato da fasi di riposo altrettanto efficaci. Il CBD aiuta il sonno grazie alle proprietà distensive e l’azione antidolorifica favorisce un buon riposo anche in presenza di stati di dolore che potrebbero pregiudicare la qualità del sonno.

Proprietà analgesiche

L’azione lenitiva contro il dolore aiuta quegli atleti che praticano discipline fisiche che tendono a soffrire di stati dolorosi e infiammatori causati dalla natura di contatto delle loro discipline. Utile per quegli atleti che praticano sport di lotta (pugilato e arti marziali), rugby e football americano.

Contrasta l’ansia

Molti sportivi professionisti americani (dove la Cannabis sta diventando tollerata a tutti i livelli) ammettono di utilizzare regolarmente o di aver utilizzato Cannabis per gestire meglio l’ansia precedente al match, che per uno sportivo professionista può essere veramente un problema. Per l’atleta amatoriale, unire le proprietà anti-ansia del CBD all’attività fisica, che di per sé rilascia endorfine ed è una cura per l’ansia, porterà sicuramente benefici a livello di tranquillità e stabilità mentale.

CBD contro la dipendenza da oppioidi

Molti atleti per recuperare più rapidamente da infortuni si affidano a cure antidolorifiche a base di oppioidi (specialmente negli Stati Uniti dove il ricorso a certi farmaci è smodato). Come potrete facilmente intuire il rischio, nel caso degli oppiodi, è molto superiore al beneficio che offrono visto che la possibilità di incorrere in dipendenze anche gravissime è più che concreta.

Fa scuola la storia di Bas Rutten, atleta di primissimo livello, hall of famer della UFC. Nel 2006 gli fu prescritta una cura a base di oppioidi per gestire il dolore a seguito di un infortunio.

In pochissimo tempo, Rutten passò ad usare dosi pesanti che non solo lo fecero diventare dipendente, ma gli causarono anche danni al fegato. Rutten si è ripreso grazie all’aiuto del CBD, ed è per questo che ora è uno dei principali sostenitori del suo utilizzo tra i lottatori di MMA.

CBD e Cannabis sono doping?

Il CBD è solo uno degli oltre 60 cannabinoidi presenti nella Cannabis, questi composti naturali sono responsabili dei benefici sulla salute noti legati al suo utilizzo. Tuttavia i pregiudizi legati al THC e ai suoi noti effetti psicoattivi ha fatto sì che anche il CBD, che non ha alcun effetto alterante, venisse schedato tra le sostanze proibite.

Le cose sono cambiate, la WADA (World Anti-Doping Agency) ha derubricato il CBD dalle sostanze dopanti, tuttavia il THC non è ancora tollerato.

Quindi è bene ricordare per qualsiasi atleta professionista che volesse utilizzare prodotti a basa di CBD di acquistare oli a base di cristalli di CBD puri in modo da non incorrere, in caso di sovradosaggi di componenti full spectrum, in positività da THC.

 

Ma anche il THC ha proprietà terapeutiche e questo punto di vista, specialmente negli Stati Uniti, dove è in atto una generale revisione sociale riguardo la Cannabis, è destinato a cambiare.

Per la NFL ad esempio, il consumo di cannabinoidi (anche THC dunque) in futuro potrebbe non essere un problema.

L’ex quarterback Jake Plummer ad esempio si è fatto portavoce con altri atleti di una battaglia per l’utilizzo della marijuana medica per curare le gravi lesioni riportate al termine della carriera dalla stragrande maggioranza dei giocatori, così come il collega Eugene Monroe, citando le proprietà neuroprotettive della Cannabis.

Proponiamo un estratto da beleafmagazine  a riguardo:

Il football americano ha deciso di modernizzarsi. Il football americano ha deciso di guardare in faccia la realtà e di affrontare la salute dei propri giocatori sempre più spesso dipendenti da sostanze nocive, come gli oppioidi.

Secondo Forbes, infatti, per i giocatori della National Football League sono in arrivo grandi novità: non ci sarà più la possibilità di essere sospesi dalle competizioni solo per essere risultati positivi alla marijuana ma, grazie ad un nuovo accordo di contrattazione collettiva proposto dai proprietari delle squadre e distribuito ai giocatori giovedì, gli atleti potranno competere anche con livelli di Thc fino a 150 nanogrammi nel metabolismo.

La nuova politica ridurrebbe poi il numero di giocatori soggetti a test per la cannabis e restringerebbe la finestra in cui questi possano essere somministrati, passando dagli attuali quattro mesi a sole due settimane all’inizio del training camp.

Il documento è stato pubblicato per la prima volta su Twitter dall’avvocato sportivo Darren Heitner

Se l’accordo venisse ratificato, la NFL diventerebbe l’ultima grande lega sportiva ad allentare le restrizioni per la cannabis, visto anche l’aumento crescente di Stati che attua politiche di legalizzazione.

Anche la Major League Baseball ha annunciato a dicembre che rimuoverà la marijuana dal suo elenco di sostanze vietate.

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II prodotti non contengono ingredienti dannosi per l’uomo. Ai prodotti non è applicato il dpr 309/90, non trattandosi di sostanze stupefacenti o psicoattive in quanto il THC contenuto è inferiore allo 0,5% e ai 5mg per grammo.

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